“At Home – Tigullio” è stato rifinanziato anche per il secondo anno dalla compagnia San Paolo. Il progetto si rivolge alle persone disabili, dai 18 anni compiuti in su, e alle loro famiglie.

Il progetto nello specifico

“Il progetto “A.T. HOME: abitare Tigullio” (ente capofila la Cooperativa “IL SENTIERO DI ARIANNA”) nasce dalla constatazione che spesso la famiglia e la persona disabile , una volta compiuti i 18 anni, non si sentono supportati e aiutati dalle istituzioni nella realizzazione di un progetto personalizzato per il futuro. Questo porta a un loro maggiore isolamento e un conseguente allontanamento dai servizi, aumentando sempre di più il peso della cura. Ciò vale anche per le persone con disabilità acquisite (es: ragazzi in carrozzina post incidente), in quanto, anche in questi casi, non vi è sempre un accompagnamento sociale che segue il “dopo” e, spesso, la persona non conosce le opportunità possibili. Questa insicurezza sul domani crea ansie e paure che frenano , laddove possibile, l’ opportunità di una vita indipendente per la persona disabile.

Tra gli obiettivi generali che il progetto vuole raggiunger, quindi, vi è quello di migliorare la qualità di vita della persona disabile attraverso la sperimentazione di esperienze di vita indipendente. Ciò permette da una parte di diminuire l’isolamento sociale in cui solitamente sono costrette a vivere le persone affette da disabilità e dall’altra parte di alleggerire il peso dei familiari che sono impegnati costantemente nella cura della persona disabile. Un ulteriore obiettivo del progetto è quello di  creare all’interno della comunità una «cultura dell’accoglienza» delle persone fragili.

Durante la prima annualità, sono state concretizzate le seguenti ATTIVITA’:

  • attivazione n. 3 social trainer: sono stati selezionati  3 social trainer (uno per distretto) che hanno supportato le persone disabili e le loro famiglie nella definizione e nella realizzazione di un progetto che soddisfa, almeno in parte, i bisogni legati alla vita indipendente. Il S.T. è stata una figura innovativa in quanto è un operatore che“si muove verso” e non è solo in posizione di “attesa” di richieste.
  •  gruppi di mutuo aiuto  sia per i disabili sia per le  famiglie:  sono stati attivati 6 gruppi di mutuo aiuto: tre di questi sono stati rivolti alle persone disabili con le caratteristiche necessarie a sviluppare percorsi di vita indipendente  o persone disabili  già impegnate in esperienze come Abitare in autonomia e gli altri tre sono stati dedicati a famiglie  che sono  potenziali fruitori di Abitare in autonomia o che sono già coinvolte nel progetto.
  • quartiere amico e mappatura sociale: Il social trainer è stato impegnato, inoltre, ad individuare dei soggetti «di riferimento», quali  tabaccai, baristi, venditori di alimentari ecc, per le persone disabili che abitano in quel determinato quartiere. Ciò ha la finalità di assicurare una “riconoscibilità” sociale che diminuisca il rischio di“preoccupazione ed espulsione del territorio” di fronte alla disabilità. I soggetti sopra elencati sono, infatti, figure con i quali, potenzialmente, i disabili potrebbero avere più scambi nella quotidianità del vivere il quartiere. Il S. T, inoltre, è stato impegnato in una ricerca di luoghi  in cui la persona disabile possa trascorrere momenti di svago e avere anche opportunità lavorative, laddove possibile.

Da aprile 2019 ripartirà A.T. HOME II ANNUALITA’ e l’obiettivo sarà  quello di potenziare le attività  sopra elencate in particolar modo:

  • I 3 social trainer saranno impegnati su 3 macro- aree: AREA CASA (obiettivo: potenziare i percorsi di autonomia negli appartamenti H24 (dove i ragazzi possono dormire) e negli appartamenti didattici (per chi sta “imparando” a vivere da solo); AREA LAVORO/INCLUSIONE SOCIALE (obiettivo: avviare almeno 10 percorsi di inclusione lavorativa/sociale); AREA SOCIALITA’ (obiettivo: I S.T. saranno impegnati, insieme ai ragazzi a predisporre un programma di attività sportive, culturali, ludiche, che aiutino ad “uscire” dalla casa e a costruire legami e amicizie con altre persone).
  • gruppi di mutuo aiuto  sia per i disabili sia per le  famiglie:  Verranno organizzati 6 momenti mensili di un’ora e mezza: tre di questi saranno rivolti ai ragazzi disabili beneficiari del progetto, e gli altri 3 dedicati alle famiglie.   Inoltre verrà organizzato un incontro mensile della durata di un’ora e mezza  trasversale ai territori sul tema della sessualità.
  • Percorsi di alternanza scuola/lavoro :  Grazie alla collaborazione con le scuole Caboto e Liceo Psicopedagogico Marconi-Delpino si attiveranno almeno 3 percorsi di alternanza scuola e lavoro. I ragazzi saranno coinvolti nelle attività  di socializzazione e affiancheranno gli educatori impegnati nei progetti di vita indipendente.
  • “Ti invito a cena”: Una volta al mese gli appartamenti si “apriranno” al territorio. I ragazzi inviteranno  a cena alcuni rappresentanti delle amministrazioni (sindaci/assessori), operatori dei servizi, associazioni, volontari, vicini di casa, insegnanti, esercenti che supportano le attività, … a mangiare insieme. Momenti molto informali per conoscere e farsi conoscere.

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