Economia di Comunione

COME NASCE E COS’È

L’Economia di Comunione non è una “formula magica” utile a risolvere i problemi economici di un’Azienda, ma è  un modo di agire nuovo all’interno dell’azienda, che tiene conto di diversi “ingredienti”: il fattore umano, la realtà territoriale in cui opera, l’impegno personale e di gruppo per sostenerne lo sviluppo e la crescita; una visione più “aperta” ed universale dell’economia, che mette intelligenza, creatività e solidarietà al servizio del “progetto-lavoro”, per il benessere e la dignità di ogni persona.

I principi dell’Economia di Comunione permettono una più vasta attenzione sulla realtà del mondo del lavoro, sostenendo che la ricchezza dell’Azienda non dipende da un capitale sicuro ma dai cosidetti “beni relazionali”, dai rapporti interpersonali che l’Azienda vive all’interno ed all’esterno di essa.

Chiara Lubich la lanciò nel 1991 in Brasile, a San Paolo.
Fu nel corso di una sua visita alla comunità del Movimento dei Focolari quando, osservando la città di San Paolo dall’aereo, rimase colpita dalla visione delle innumerevoli “favelas” che circondavano i grattacieli della città, quasi una “corona di spine” intorno al benessere della grande metropoli. Anche molti membri del Movimento vivevano nell’indigenza, e fu soprattutto per loro che Chiara Lubich diede il via alla sua intuizione carismatica: far nascere delle Aziende che producessero utili, e di questi utili destinarne una parte ai poveri (per il loro recupero sociale ed umano), una parte per la crescita stessa dell’Azienda, e una parte per la formazione di “uomini nuovi”, cioè di persone animate dalla “cultura del dare” e che si impegnano a lavorare nella loro Azienda con questo spirito. In pratica: produrre per condividere.

Si dice che un albero cresca più robusto in una foresta, che isolato, e in questi anni si sono sviluppati in tutto il mondo i cosidetti “Poli Industriali”, luoghi in cui più Aziende aderenti all’Economia di Comunione danno testimonianza di questo spirito vivendo e lavorando insieme, in Brasile come in Portogallo, nelle Filippine, in Argentina, in Africa e anche in Italia.
Ad oggi sono circa 1000 le aziende che in tutto il mondo aderiscono all’Economia di Comunione.

Nel 1991 la prima cooperativa del Gruppo Tassano era già nata da due anni e, da subito, ha aderito al progetto dell’Economia di Comunione, in quanto già attuava in sé esperienze di “inclusione dei poveri” nell’ambito lavorativo. L’Economia di Comunione è stata ed è tuttora per il Gruppo Tassano il “collante” che ha tenuto unite tutte le diverse “anime” che lo componevano e che andavano crescendo.

All’inizio credevamo di essere nati solo per i poveri e gli emarginati, perché gran parte dei soci lavoratori provenivano dalle fasce più deboli del territorio, ma crescendo e sviluppando la nostra realtà, abbiamo visto che un’altra “mission” si andava delineando nel Consorzio Tassano, parallela e necessaria alla prima: fare da “incubatore” di altre aziende cooperative, rispondendo e completando l’appello che Chiara Lubich fece nel suo discorso programmatico del lancio dell’Economia di Comunione: far nascere molte aziende con lo spirito della solidarietà e della condivisione. Parte degli utili di queste nuove Imprese, con l’approvazione dei soci, sostiene economicamente il Laboratorio Sociale e gli inserimenti lavorativi.

Ogni Consorzio del Gruppo Tassano ha scelto di continuare ad aderire ai principi dell’Economia di Comunione, mettendoli alla base del loro programma gestionale e formativo.

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